Content Brow versus Content App

Ci sono due fenomeni che – mi pare – siano emergenti nell’uso delle Web technologies:

  1. Gli ”user generated contents”, abilitati dal Web 2.0;
  2. I “twit generated contents”, abilitati dal mobile.

I primi sono eterogei (semplici e complessi, lunghi e corti, consistenti o di contorno, testuali o multimediali), i secondi sono eterogei nella forma (tanto testuali quanto multimediali), ma sicuramente meno eterogenei per quanto riguarda la loro autoconsistenza (solitamente si tratta di brevi messaggi, piccoli filmati, istantanee fotografiche di poca rilevanza qualitativa, ecc.).

Inoltre, i primi sono browser dipendenti, i secondi dipendono da applicativi. E’ qui che trovo la sostanziale differenza, che badate non è solo tecnica. Il mobile ci ha fatto ritornare sugli applicativi, dopo che il browser ce li ha tolti dal computer. Pensateci, quanto è utile oggi l’uso di un pc senza un browser aperto e un collegamento Internet attivo? Facciamo tutto là, non più qui, attraverso un’interfaccia unica, il browser, migrando tutte le nostre attività all’interno di indirizzi IP. Con il mobile accediamo a quel “là” in modo diverso; abbandoniamo il browser e ci affidiamo ad applicativi appositamente distribuiti con funzionalità verticali. E sul nostro telefonino questo ci soddisfa particolarmente, in quanto queste applicazioni hanno delle performance particolarmente riuscite per ogni singola attività.

E ancora. Mentre i primi sono fortemente mischiati tra di loro (proprio per la loro tipologia e per la modalità di creazione), i contenuti generati da una applicazione rischiano di essere più chiusi, ovvero realizzati meramente per le logiche che governano quell’applicazione. E’ come se frazionassimo verticalmente una modalità acquisita di utilizzare la rete che negli ultimi anni è diventata sempre più orizzontale.

Abituati a salterellare da una parte all’altra trascinandoci dietro contenuti di ogni tipo, a volte in maniera spontanea, a volte casuale, adesso rimpariamo l’arte di aprire un programma per effettuare consapevolmente determinate operazioni.

In fondo non dovrebbe essere difficile: Excel lo si apre solo quando si hanno le idee chiare… e fino ad oggi lo abbiamo fatto consapevolmente, anche se il browser ci ha regalato una libertà fino a poco tempo fa inimmaginabile.

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